Tavolo 1 – Nuove economie e sostegno alle imprese e ai professionisti

Le grandi crisi e le incertezze che seguono i periodi di mutazione delle consuetudini anche temporanei possono portare a riflessioni sistemiche che coinvolgono sia la sfera economica, che quella professionale, fatta di competenze e saperi strutturati. Possiamo leggere questo periodo di eccezionalità come acceleratore di trasformazioni già in corso?
Abbiamo immaginato tre argomenti:
1. l’architetto e l’innovazione
2. l’architetto come soggetto economico
3. l’architetto come portatore di competenza

Temi e domande

1. L’architetto e le nuove professionalità

Questo periodo di grande eccezionalità potrà essere colto come opportunità per generare nuovi saperi, in un approccio sistemico o specialistico? Come cambierà la domanda di servizi che il futuro riserverà agli architetti, saranno necessarie nuove competenze disciplinari, adattamento e resilienza? Come investire e come individuare gli strumenti intellettuali ed economici per le nuove competenze e professionalità?

2. L’architetto come soggetto economico

Come stanno affrontando gli studi questo momento di crisi considerato che non vengono identificati dagli attuali Decreti come attività imprenditoriale da supportare? Il modello attuale che identifica l’attività disciplinare con quella economica è ancora valido? Se l’architetto è un attore economico perché non è supportato dalle istituzioni?

3. L’architetto come attore della filiera del sapere nella trasformazione e crescita del territorio

La crescente complessità presuppone un’intelligenza collettiva, la condivisione delle conoscenze e della creatività. L’architetto è parte della filiera del sapere nella trasformazione e crescita del territorio, come può valorizzare il proprio ruolo e il suo essere anche soggetto economico? Come far fronte alle difficoltà economiche di questi mesi e attivare le sinergie all’interno della filiera delle costruzioni?

Il tavolo di discussione 1 si svolgerà il 27 maggio 2020 dalle ore 9:00 alle ore 11:30

A cura dei Consiglieri Leonardo Cavalli e Alessandro Trivelli

 

Modera: Jacopo Tondelli

 

Partecipano alla discussione

 

  • Uberto Visconti – Talent Garden
  • Franco Bolelli – Filosofo e scrittore
  • Federico Parolotto – Mobility in Chain
  • Ezio Micelli – IUAV
  • Alberto Zontone – Studio Urquiola
  • Rachel Birchmore – Are Be
  • Nicola Plescia – Urban Land Institute Europe
  • Tiziano Vudafieri – Vudafieri Saverino Partners
  • Giulio Ceppi – Politecnico di Milano

 

CON IL PATROCINIO DI :
MEDIA PARTNER :

I contributi pervenuti

Pervenuti il 21/05/2020

-Assoluta necessità di riconoscere, valutare, remunerare la professionalità dell’architetto con solidi strumenti di valutazione delle prestazioni.
-Regole chiare nelle competenze degli attori professionali che insistono nello stesso comparto economico (architetti, ingegneri e geometri).
-Chiarire gli ambiti professionali dell’abilitazione “junior”.

ARCH. Guglielmo Scattaro – n° matricola 7475
Pervenuti il 14/05/2020

Il mio studio si avvale di tre collaboratori con partita iva. Purtroppo non ho mai avuto le risorse e la continuità di lavoro per poterli assumere. Allo stesso tempo ho sempre cercato di garantire loro un minimo di stabilità anche perché questo, mi è sembrato, incontrava i loro desideri. Pagamenti regolari, una postazione di lavoro, un computer, degli orari, i biglietti da visita, la possibilità di emettere fattura anche per i mesi durante i quali non si lavora o si lavora meno (chiamatele ferie, se preferite). L’ambiguità risiede quindi nel fatto che, pur non trattandosi di un rapporto di lavoro subordinato, il nostro rapporto ha alcune delle caratteristiche del lavoro subordinato. Per contro i miei collaboratori sono dei professionisti e come tali vengono trattati: possono svolgere attività al di fuori dallo studio, a volte per fare questo si appoggiano allo studio, altre volte attingono addirittura ai contatti dello studio. Non esistono formalmente orari ma solo scadenze. Non sono mai negate mezze giornate, o giornate intere, di assenza dallo studio, non sono mai richieste giustificazioni. Potrei continuare… Sarebbe bello poterli assumere, a loro piacerebbe essere lavoratori dipendenti, a me piacerebbe potermelo permettere ma purtroppo non è accaduto, e non è accaduto perché semplicemente non è stato possibile. In questi anni ho fatturato quanto ho fatturato perché ho potuto avvalermi della collaborazione di questi professionisti ma – diceva un mio amico – “per guadagnare dei soldi devi spendere un sacco di soldi” ed il mio reddito professionale non è indicativo della mia ‘ricchezza’ ma piuttosto del volume di lavoro che ho prodotto e di questo volume fanno parte anche le fatture passive dei i miei collaboratori. Ora mi chiedo: E’ possibile che se normalmente verso ad Inarcassa delle somme direttamente proporzionali al mio reddito, in questa situazione di difficoltà non vengo sostenuto in modo direttamente proporzionalmente al mio reddito?
Link di approfondimento >

ARCH. LORENZO Bini – n° matricola 13645

Attività economica VS attività architettonica
Dalla formulazione dei temi in questo tavolo di lavoro traspare lo spaesamento della categoria nei confronti di qualsiasi argomento di natura economica.
“Nuove economie”, “nuove professionalità”, “L’ARCHITETTO COME ATTORE DELLA FILIERA DEL SAPERE NELLA TRASFORMAZIONE E CRESCITA DEL TERRITORIO”… sono le solite supercazzole.
Sono sinceramente sconcertato che gli stimati colleghi che siedono in codesto consiglio e gli invitati alla tavola rotonda siano pronti a confrontarsi su questi non-temi.
L’architetto non è supportato dalle istituzioni (ovvero da noi stessi e da coloro che noi deleghiamo a rappresentarci) perché non è credibile come attore economico.
Solo per fare un esempio: quale è stato il ruolo degli architetti nel promuovere i vari bonus per le ristrutturazioni edilizie? Zero. Se ne sono occupati geometri, ingegneri e imprese edili. Gli architetti hanno ben altro a cui pensare.
D’altra parte il più grande architetto italiano vivente è famoso per l’inclinazione a regalare i progetti alle pubbliche amministrazioni, piuttosto che per i progetti per i quali si fa pagare (con evidente imbarazzo).
Tra le molte ragioni del fallimento degli architetti in Italia (ovvero dei potenziali rimedi) mi piacerebbe approfondirne in codesto consesso un ambito che conosco: il ruolo dello sviluppo commerciale e delle relazioni con i clienti all’interno degli studi professionali.
L’attuale mercato dei servizi professionali esige competenze specifiche per lo sviluppo commerciale e le relazioni con i clienti, con le radici nel mestiere dell’architetto, alle quali devono sommarsi competenze specifiche, in ambito marketing e sales (ebbene sì).
Negli ultimi anni, grazie all’innesto di figure manageriali in alcuni studi professionali, finalmente si comincia a parlare di fatturato. Meglio ancora se si parlasse di profitto, ma facciamo un passo alla volta, per carità.

ARCH. antonio Borghi – n° matricola 11421
Pervenuti il 05/05/2020

Chi sono gli architetti, quali sono le criticità della professione, che azioni può intraprendere l’Ordine.
Link di approfondimento >

ARCH. LORENZO NOÈ – n° matricola 7999
Pervenuti il 29/04/2020

Coronavirus, l’architetto: “Periodo che genera incertezza” >

ARCH. FEDERICO BARBERO – n° matricola 9726

Vorrei che cambiasse il rapporto tra noi professionisti, committenti ed istituzioni. Più collaborazione.

ARCH. SUSANNA AVELLINO – n° matricola 7482

Proposta per la ri-costruzione post “bellica” (intesa come covid19) di un nuovo rapporto comune-privati-imprese dove si interviene nella rigenerazione urbana tramite la demolizione e la ricostruzione di edifici vetusti o anti-economici, ad alto consumo energetico piuttosto che di scarsa qualità abitativa, realizzando un connubio solidale fra privati (proprietari del bene), imprese (costruttori in difficoltà dovuta alla nuova crisi), comune (parte di controllo sviluppo).
Lo scopo è quello di incentivare il recupero/riuso e ricostruzione di vecchi edifici o solamente di edifici non più funzionali all’attuale bisogno tramite progetti condivisi e a basso costo economico, così che tutte le parti in gioco ne abbiano un profitto rapportato alla loro capacità economica

ARCH. GIORGIO AMENDOLA – n° matricola 5126

Guarda gli altri Tavoli

Tavolo 2 - Costruire la ripresa: cantieri più sicuri e ruoli più chiari
Tavolo 3 Pubblica Amministrazione: semplificare, si può? Digitalizzazione, collaborazione, chiarezza normativa e qualità dei risultati
Tavolo 4 - Lavori Pubblici: programmazione dei servizi e centralità del progetto
Tavolo 5 - Un nuovo patto tra architetti e società